Apertura emotiva: no, non significa piangere in riunione
Essere un leader oggi non è solo questione di prendere decisioni e fare discorsi motivazionali tipo film americano. Se vuoi davvero avere un team che non trama la tua caduta mentre prepari la prossima presentazione in PowerPoint, devi imparare l’arte dell’apertura emotiva. E no, non significa scoppiare in lacrime ogni volta che il budget non torna.
Essere aperti emotivamente vuol dire capire che i tuoi colleghi non sono robot (anche se a volte lo sembrano in call su Zoom). Riconoscere e gestire le emozioni – tue e degli altri – ti aiuta a costruire relazioni autentiche, quelle che fanno sì che le persone vogliano davvero lavorare con te e non solo rispondere alle email perché devono.
Comunicazione adattiva: o impari a parlare con tutti o parla da solo
Sai qual è il problema di molti leader? Parlano tutti allo stesso modo con tutti. Il che va benissimo se il tuo team è composto da cloni, ma nella realtà non funziona. La comunicazione adattiva è l’arte di capire chi hai davanti e modellare il tuo modo di parlare di conseguenza.
Hai un team di ingegneri? Vai di dati e logica. Hai un team di creativi? Prepara metafore e ispirazione. Hai un mix di entrambi? Auguri.
Pensiero flessibile: perché la rigidità funziona solo per le statue
Se ti piace avere tutto sotto controllo e avere sempre ragione, ho una notizia per te: il mondo non funziona così. Il pensiero flessibile è quello che ti permette di affrontare i cambiamenti senza impazzire e di trovare soluzioni quando il piano A (e B e C) va in fumo.
Essere flessibili non significa essere indecisi, ma essere abbastanza intelligenti da capire che le cose cambiano. E se vuoi guidare un team in un mondo in cui oggi si parla di un trend e domani è già vecchio, devi essere disposto a rivedere le tue idee e strategie.
Ricerca e coordinamento della prospettiva: ovvero, smetti di pensare di avere sempre ragione
Un leader efficace non è quello che ha sempre la risposta giusta, ma quello che sa raccogliere le idee migliori per trovare la risposta giusta. Questo si chiama coordinare la prospettiva ed è il motivo per cui alcune aziende innovano mentre altre restano fossilizzate sulle loro certezze (e poi si chiedono perché sono fuori mercato).
Se vuoi davvero prendere decisioni che funzionano, devi ascoltare prospettive diverse e non solo quella del tuo specchio. Creare spazi in cui il tuo team si senta libero di parlare senza paura di essere giudicato è la chiave per raccogliere idee migliori e non solo quello che la gente pensa che tu voglia sentire.
Conclusione: essere un leader non significa avere una scrivania più grande
Leadership non è sinonimo di controllo. È la capacità di creare un ambiente in cui le persone danno il meglio di sé perché vogliono, non perché devono.
Se vuoi essere un leader che lascia il segno (e non solo un’ombra sulle riunioni del lunedì mattina), sviluppa queste competenze: apriti emotivamente, comunica in modo adattivo, impara a pensare in modo flessibile e accogli le prospettive altrui.
Ah, e un ultimo consiglio: se il tuo team non ti dice mai niente di negativo, non significa che sei perfetto. Significa che hanno paura di parlarti. E su questo c’è molto da lavorare.