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📌 Leadership ispiratrice? Ma per piacere! La guida definitiva al manager che demotiva con stile

Ah, la leadership ispiratrice! Quel concetto meraviglioso che riempie libri di management, TED Talks e post su LinkedIn pieni di parole tipo vision, empowerment e resilience.

🔹 Visionari che creano il futuro.
🔹 Leader autentici e pieni di valori.
🔹 Comunicazione efficace e coinvolgente.
🔹 Mentor illuminati che sviluppano il potenziale altrui.

Bellissimo. Davvero. Peccato che nel mondo reale i manager facciano, a volte, l’esatto opposto.

Diciamolo chiaro: nelle aziende non si vedono così spesso leader carismatici alla Nelson Mandela o Mahatma Gandhi.
Ancora oggi, è più facile imbattersi in micromanager paranoici, capetti ossessionati dai numeretti, comunicatori passivo-aggressivi e gente che considera “ispirare” sinonimo di far sentire tutti costantemente inadeguati.

Ecco quindi la nostra guida definitiva al manager che NON ispira nessuno (ma pensa di farlo).

Demotiva Con Stile 1

 

🚨 1. Visionari? No, calcolatrici umane

Un vero leader ispiratore ha una visione chiara, coinvolgente e che fa appassionare le persone che lo accompagnano nel viaggio, perché, prima di ogni altra cosa, capisce che lui è lì per portare i propri uomini al successo.
Ma tu, Manager di lungo corso, non hai tempo per queste sciocchezze e, forse, il successo lo ‘vuoi tutto per te’.

🔴 Esempio pratico:
Visionario: “Immaginiamo un futuro in cui la nostra azienda migliora la vita delle persone.”
Tu: “Questo trimestre dobbiamo aumentare del 3,7% il margine EBITDA al netto delle spese operative. Lo faremo attivando 12 nuovi progetti, inserendo due nuovi dirigenti – che non daranno più tregua a nessuno – e controllando ogni vostra iniziativa”.

📌 Prossima tappa?
Un power point pieno di grafici incomprensibili e uno speech in cui ripeti “efficienza operativa” almeno 16 volte.

Ispirazione: zero. Noia: alle stelle.

🚨 2. Autenticità? No, mood aziendale standardizzato

Essere autentici significa essere fedeli ai propri valori.
Ma tu hai imparato che in azienda si vince solo con frasi fatte e tecniche interlocutorie sopraffacenti.

🔴 Esempio pratico:
Collaboratore: “Ho bisogno di capire se questa nuova direzione è davvero giusta per noi.”
Tu: “Ottima domanda! Dobbiamo rimanere flessibili, sinergici e orientati alla scalabilità. Let’s pivot!”

📌 Prossima tappa?
Lanciare una nuova strategia che nessuno capisce, cambiare idea dopo due mesi e far finta che il piano iniziale non sia mai esistito.

Autenticità livello: chatbot aziendale con risposte preimpostate.

🚨 3. Intelligenza emotiva? No, leadership stile Terminator

Un leader ispiratore sa gestire le emozioni proprie e altrui.
Ma perché preoccuparsi di queste cose quando puoi ignorare completamente il lato umano delle persone?

🔴 Esempio pratico:
Collaboratore: “Sto attraversando un periodo difficile.”
Tu: “Sì, capisco. capita a tutti.. in ogni caso, la reportistica del nuovo progetto è pronta?”

📌 Prossima tappa?
Aspettarti che le persone lavorino come macchine, poi lamentarti quando iniziano a licenziarsi “senza motivo”.

Empatia: 0%. Tasso di burnout: 100%.

🚨 4. Empowerment? No, microgestione h24

Ispirare significa dare fiducia e autonomia.
Ma fidarsi delle persone è per i deboli, giusto? Meglio controllare tutto nei minimi dettagli!

🔴 Esempio pratico:
Delegare: “Fidati del tuo team e lascia spazio all’iniziativa.”
Tu: “Se non mi copio in tutte le email, come faccio a controllare che non facciate cavolate?”

📌 Prossima tappa?
Creare un ambiente lavorativo dove ogni decisione deve passare da te, anche la scelta del colore delle slide.

Livello di empowerment: escape room con le istruzioni sbagliate.

🚨 5. Resilienza? No, panico e cambi di rotta continui

Quando c’è una crisi, un leader ispiratore rimane saldo e dà sicurezza al team.
Ma tu? Tu fai il panico-dance.

🔴 Esempio pratico:
Crisi in azienda.
Visionario: “Restiamo calmi, troviamo una soluzione strategica.”
Tu: “Ok, nuova riunione ogni mattina, cambiamo il piano ogni 48 ore e implementiamo 17 strategie diverse contemporaneamente.”

📌 Prossima tappa?
Dare la colpa a tutti quando le cose vanno male, fare il guru motivazionale quando vanno bene.

Resilienza livello: castello di carte costruito durante un terremoto.

🚨 6. Comunicare bene? No, sparare frasi motivazionali a caso

Un leader ispiratore parla in modo chiaro, sicuro e coinvolgente (che significa che è disposto ad ascoltare e includere le opinioni e/o le soluzioni degli altri membri del team, anche quando non dovessero essere proprio perfette – poi le aggiusteremo -o diverse da quelle che proporebbe lui/lei)
Ma tu, perché spiegare qualcosa quando puoi infarcire ogni discorso di frasi vuote e cliché?

🔴 Esempio pratico:
Dipendente: “Non capisco qual è la priorità su questo progetto.”
Tu: “Devi vedere il quadro generale, pensare fuori dagli schemi e abbracciare la disruption.”

📌 Prossima tappa?
Creare un ambiente in cui nessuno capisce cosa bisogna fare, ma tutti annuiscono per evitare discussioni inutili.

Livello di comunicazione: horoscope aziendale, vago, applicabile a tutto ed efficace quanto basta per non far capire più nulla a nessuno (se non al capo stesso).

🚨 7. Dare l’esempio? No, predicare bene e razzolare malissimo

Un vero leader incarna i valori che pretende dagli altri.
Ma tu? Tu fai l’esatto contrario.

🔴 Esempio pratico:
Regola aziendale: “Siamo un team innovativo, gli unici capaci di creare l’avanguardia per questa azienda. ”
Tu: Non lasci spazio all’iniziativa personale, chiedi ai tuoi uomini di farti proposte e poi le bocci sistematicamente per qualche validissima ragione, concordata dal Board e “non discutibile”

📌 Prossima tappa?
Scrivere un post su LinkedIn parlando dell’importanza di abbracciare il cambiamento e l’innovazione dando spazio al contributo individuale e favorendo il libero scambio di idee.

Livello di esempio: “Fai come dico, non come faccio.”

🔚 Conclusione: vuoi ispirare o vuoi solo fare il capo?

📌 Ricapitoliamo il manager NON ispiratore in 3 semplici punti:
❌ Parla di visione, ma guarda solo i numeri.
❌ Predica valori, ma agisce all’opposto.
❌ Vuole motivare, ma genera demotivazione, ansia e, a volte, fa proprio ‘incacchiare’ le persone.

📌 E ora la domanda finale:
🔥 Il tuo team ti segue perché è ispirato o perché non ha alternative?

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